I 20 anni di Brokeback Mountain, il film LGBT da riscoprire e rivedere

Vincitore di tre premi Oscar – tra cui quello di miglior regia – di 5 Golden Globes e 4 premi BAFTA, il film che fu diretto dal Ang Lee con Jake Gyllenhall e Heath Ledger è un cult che non ha età. Nessuno avrebbe scommesso sul suo grande successo e, invece, Brokeback Mountain è diventato un vero e proprio caposaldo per la rappresentazione della cultura queer sul grande schermo. Uscito in America nel dicembre del 2005 – in Italia era il gennaio del 2006 -, quest’anno festeggia i suoi 20 anni di carriera, portati splendidamente. E per celebrare una data così importante, il film torna nelle sale (almeno solo quelle americane) per un periodo limitato. Prima il 22 e 25 giugno a livello nazionale, ma dato che ci si trova nel mese del Pride, Brokeback Mountain è stato inserito in diverse rassegne a tema LGBT che si sono protratte in tutto il mese dai giugno. Nonostante fu osteggiato per i suoi contenuti “forti”, la pellicola ha trovato grande successo, diventando – oggi – un cult che non passa mai di moda.

Brokeback Mountain: di cosa parla il film?

Protagonisti due cowboy di origini molto diverse che si incontrano e si innamorano mentre lavorano insieme in un ranch, nell’estate del 1963. Le loro vite, però, prenderanno direzioni diverse. Film epocale che, con la rappresentazione dell’esplosione di un sentimento amoroso tanto inatteso quanto intenso, scardinò la visione romantica del Far West e smontò definitivamente la mitologia del cowboy. Con personaggi indimenticabili, intensi, veri e un’alchimia tra i due protagonisti semplicemente ipnotica. Prima di arrivare a Ledger e Gyllenhaal, decine di attori rifiutarono il ruolo dei due “cowboy gay”. Tra i tanti si ci sono stati Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Ryan Phillippe, Mark Wahlberg, Josh Hartnett e Brad Pitt. Anche in cabina di regia il progetto passò di mano in mano, prima di arrivare ad Ang Lee. Accarezzarono l’idea di girare Brokeback Mountain registi come Gus Van Sant, Lee Daniels e Pedro Almodovar, prima di trovare concretezza dinanzi al regista de La Tigre e il Dragone, poi in trionfo agli Oscar del 2006.  La Focus Features, la casa di produzione nata pochi anni prima, rischiò il tutto per tutto investendo 14 milioni di dollari di budget su un’opera che da oltre un decennio nessuno voleva produrre.  Per poi ritrovarsi tra le mani un film che ha fatto epoca.

Brokeback Mountain: non è solo una drammatica quanto toccante storia d’amore

Magnificamente interpretato dall’indimenticato Heath Ledger, Jake Gyllenhaal, Anne Hathaway e Michelle Williams, Brokeback Mountain incassò oltre 178 milioni di dollari in tutto il mondo, dopo aver vinto un più che doveroso Leone d’Oro alla Mostra internazionale del cinema di Venezia nel settembre del 2005. Ma era solo l’inizio di una cavalcata trionfale, epica, mai vista prima per un film a tematica LGBTQIA+. Un film che ha fatto storia e che, con forza, si è imposto in un contesto politico e sociale poco inclusivo, rispetto a quello di oggi. Eppure, in un certo qual modo, ha fatto da apripista a un modo di raccontare la comunità con storie vere, sincere e fuori dai cliché della commedia romantica. Da Gyllenhall è stato definito l’orgoglio cinematografico e per tutti è stato il lavoro che – tra le tante cose – ha stigmatizzato il talento di Ledger (scomparso e mai dimenticato).

Prima del film c’era l’omonimo racconto

È un’opera di fantasia liberamente ispirata dal racconto Brokeback Mountaindi Annie Proulx che fu pubblicato per la prima volta sulla rivista statunitense The New Yorker il 13 ottobre 1997 per poi essere ripubblicato all’interno della raccolta Close Range: Wyoming Stories. Il 6 aprile 1999 il racconto, tradotto da Mariapaola Dèttore, esce in Italia con il titolo Gente del Wyoming per essere riedito nello stesso anno nella raccolta Distanza ravvicinata e nel 2005 è stato ripubblicato col medesimo titolo del film.