20.000 specie di api è il film che racconta la scoperta di noi stessi

Rispetto al passato, non è poi così tanto difficile trovare al cinema (o in streaming) un film che possa affrontare il tema della diversità. E con i tempi che stiamo vivendo è anche giusto trovare il modo di farlo attraverso storie di impatto, vere e sincere. Raccontare, però, tutte le sfaccettature della “diversità” non è un’impresa facile, dato che l’universo arcobaleno ha così tante sfumature che in quel mondo è facile perdersi. Lo scorso anno – era il 14 dicembre del 2023 – nelle sale italiane per i Wonder Pictures è arrivato un film di rara bellezza e profondità che, con garbo, è stato capace di raccontare il viaggio verso la scoperta di noi stessi attraverso una storia intima, personale e a tratti bucolica dove tutto sembra possibile. Con il titolo di 20.000 specie di api, Estibaliz Urresola Solaguren, regista spagnola, al suo esordio dietro la macchina da presa, con un tono intimo e privato racconta la spinosa (ma delicata) questione dell’identità di genere. Il risultato? Il film è stato un vero e proprio trionfo di pubblico e critica.

Il film di 20.000 specie di api: di cosa parla?

Al centro della narrazione c’è la storia di Lucía, una bambina di sei anni nata in un corpo maschile, che tutti chiamano Aitor. Lucía non vede l’ora che arrivino le vacanze estive, così da potersi lasciare alle spalle l’anno scolastico appena trascorso. Sua madre Ane, invece, si trova nel bel mezzo di una crisi che coinvolge sia la sfera professionale che sentimentale e decide di trasferirsi per l’estate a casa dei suoi genitori insieme ai suoi tre figli. Accanto ai nonni di Lucía vive anche la zia Lourdes, un’appassionata di apicoltura che produce miele.

Questa estate cambierà la vita di queste tre donne di età diverse e generazioni differenti, costringendole a essere oneste prima di tutto con se stesse e aiutandole a decidere come vogliono presentarsi al mondo. Dopo la sua presentazione al Biografilm Festival a giugno del 2023 e il passaggio al 73° Festival Internazionale del Cinema di Berlino dove ha vinto l’Orso d’Argento per la Miglior Interpretazione da Protagonista assegnato alla giovanissima attrice Sofía Otero, 20.000 SPECIE DI API continua a raccogliere gli elogi della critica e recentemente ha ottenuto anche la candidatura come Rivelazione Europea agli European Film Awards 2023.

Il film di 20.000 specie di api: un racconto delicato

Arrivato in Italia dopo che il film ha fatto parlare di sé in diversi festival europei, la regista iberica si è meritata il successo che ha ottenuto con 20.000 specie di api. Miscelando una storica a tratti bucolica, fatta di silenzi e di lunghi primi piani, affronta l’argomento della diversità e dell’identità di genere (come già abbiamo puntualizzato) con una sensibilità non comune, trasformando una “questione privata in una faccenda pubblica” e un possibile dramma “in un’occasione di rinascita e cambiamento”. Il film di Estibaliz Urresola Solaguren vede nei campi, nei prati, negli alveari del villaggio di agricoltori e allevatori, non un riflesso e nemmeno un nemico dei dilemmi del protagonista (o della protagonista), ma uno spazio “in cui la sua identità incerta viene accolta”, definita e infine accettata. Un film che fa pensare e che fa capire quanto sia dolce e innocente la sensibilità di una bambina.